Il Covid mette a nudo la Chiesa. Dalla debolezza della Cei ai 182 preti morti

Cosa ha lasciato il coronavirus nella Chiesa cattolica? L’impatto mediatico di Francesco, la poca indipendenza dei vescovi italiani e 182 sacerdoti in meno

Il coronavirus ha toccato pesantemente la Chiesa. Papa, cardinali, sacerdoti e fedeli sono stati segnati dalla pandemia più grave che abbia colpito il mondo da un secolo a questa parte detonando alcuni problemi già in essere o enfatizzando alcune virtù.
Ecco i tre fatti più importanti.

Il Papa solo nella piazza vuota – Papa Francesco ha commosso il mondo con la sua preghiera il 27 marzo in una piazza San Pietro deserta e battuta dalla pioggia. Il pontefice ha pregato e invocato l’intercessione del crocifisso di San Marcello al Corso a cui si attribuisce la sconfitta della “Grande Peste” del 1500. Un gesto semplice ma la cui eco è arrivata in tutto il mondo enfatizzando la grande capacità di Francesco di attirare l’attenzione dei media.

Il virus colpisce i più fragili, come la Cei – La Conferenza Episcopale Italiana ha mostrato nell’emergenza tutta la sua incapacità decisionale. Ad esempio, i vescovi italiani avevano attaccato con forza la decisione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte di non annunciare la ripresa delle messe nella conferenza stampa prima della cosiddetta fase 2. Ma il Papa aveva stemperato l’indignazione dei vescovi italiani anche attraverso un filo diretto con Palazzo Chigi enfatizzando la dipendenza dei vescovi del nostro Paese dal pontefice, molto superiore a quella di qualunque altra nazione. Tanto che alcuni sacerdoti ne mugugnano a microfoni spenti. Debolezza aumentata anche dal contagio del presidente Gualtiero Bassetti. Dopo la positività al virus riscontrata il 28 ottobre, l’arcivescovo di Perugia si era aggravato ed era stato trasferito in terapia intensiva. Bassetti è completamente guarito solo a fine novembre.
A questi problemi, si è aggiunta anche la ridotta capacità di trattativa in occasione della messa di mezzanotte a Natale. Con l’Italia che è l’unico dei grandi Paesi europei a maggioranza cattolica o protestante a non poterla celebrare.

182 sacerdoti morti – I preti italiani deceduti da inizio pandemia sono 182. 124 nella prima ondata, 58 nella seconda. Un bilancio pesante e ancora in evoluzione che sottolinea due problemi che stanno diventando strutturali: l’età avanzata e i numeri sempre più ridotti del clero italiano. Il 2 novembre, ricorrenza di tutti i defunti, è deceduto (ma non di Covid) anche il politologo gesuita padre Bartolomeo Sorge.

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