Natale, tutti i grandi Paesi europei cattolici o protestanti consentono la messa della notte. Tranne l’Italia

In Belgio non ci potranno essere più di 15 fedeli in Chiesa. I vescovi irlandesi invitano a guardarla di casa, i polacchi hanno lottato per allentare le limitazioni

Sette dei dieci più grandi Paesi dell’Unione Europea permetteranno di partecipare alla messa della notte di Natale. L‘Italia è l’unico a maggioranza cattolica o protestante ad anticiparla obbligatoriamente. Germania (tranne la Baviera) e Spagna la consentono vietando però i canti. Semaforo verde anche in Francia, Regno Unito, Paesi Bassi e Belgio (seppur con non più di 15 partecipanti). Via libera alle celebrazioni anche in Irlanda dove però i vescovi invitano a guardarle da casa. Al contrario, la Conferenza Episcopale polacca ha lottato per ottenere un allentamento dei limiti.

Polemica “europea” – Come dimostra questo elenco variegato, la Commissione Europea ha poche competenze sulla salute. Ciò non ha però impedito il sorgere di una polemica in Italia a seguito della pubblicazione (il 30 novembre) di una bozza contenente alcune linee guida di coordinamento per le festività. In essa, si chiedeva di “considerare di evitare cerimonie religiose con grossi assembramenti, sostituendole con iniziative online, in televisione o in radio”. Ci sono state alcune polemiche cui il portavoce della Commissione Stefan de Keersmaecker ha risposto precisando che “non intende proibire alcuna funzione religiosa”. Oltre a sottolineare l’ovvio: la Commissione Europea “non avrebbe la competenza per farlo”.

Polemica italiana – Il dibattito in Italia è stato poi continuato dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia (Partito Democratico) che ha dichiarato: “Seguire la messa, e lo dico da cattolico, due ore prima o far nascere Gesù bambino due ore prima non è eresia”. Ha risposto il leader della Lega Matteo Salvini accusando l’ex professore di “mancare di rispetto a un Paese legato profondamente ai simboli cattolici”.
La Conferenza Episcopale Italiana? Non pervenuta se non per uno scialbo comunicato in cui prometteva “collaborazione” con il governo. Una debolezza diventata sempre più forte nel tempo della pandemia, come spiego qui.

La risposta della Curia romana – Anche il Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione (un dicastero della Curia romana che si occupa di diffondere il cattolicesimo nei paesi ormai secolarizzati) ha dovuto puntualizzare: “Non sappiamo a che ora nacque Gesù a Betlemme“. “L’unica indicazione che si possiede riguardo la sua nascita – ha spiegato la nota del Dicastero vaticano – è fornita dall’evangelista Luca il quale afferma che nella regione si trovavano dei pastori che ‘pernottavano nei campi’ e ‘di notte vegliavano sul gregge’ (Lc 2,8). Il Vangelo racconta che era sera e c’era il buio”. Il Pontificio Consiglio, presieduto da Rino Fisichella, ha concluso sottolineando: “La Chiesa ha voluto vivere con la liturgia questo stesso percorso celebrando la Santa Eucaristia nella notte. Questa tradizione è radicata nel cuore del popolo che fin dai primi secoli ha voluto rappresentare anche la scena del presepe nelle proprie chiese”. Anche il papa ha comunque anticipato la Santa Messa alle 19.30 rispetto alle 21.30.

LE MISURE NEI PAESI EUROPEI (in verde dove la messa di mezzanotte è consentita, in rosso dove non lo è)

FRANCIA Partiamo dalla figlia primogenita della Chiesa dove la notte di Natale non vigerà il coprifuoco, seppur in via eccezionale. Ma un reportage del Parisien racconta che “la maggior parte delle Chiese hanno anticipato le messe prima di cena oltre a ripeterle per più persone”. La messa di mezzanotte si potrà celebrare dunque per chi vorrà. Ma non dimentichiamo che le celebrazioni religiose sono state sospese per tutto il mese di novembre.

BELGIO Un paese ormai secolarizzato oltre che uno dei più colpiti dalla seconda ondata dell’epidemia. Ciò contribuiva a spiegare il divieto delle celebrazioni religiose inizialmente stabilito fino al 15 gennaio. Un gruppo di ebrei ortodossi di Anversa (nel nord del paese) ha però fatto ricorso: un matrimonio nella comunità avrebbe potuto avere solo cinque partecipanti. Così nel fine settimana il Consiglio di Stato ha ingiunto al governo di allentare le restrizioni. Dopo l’incontro tra il ministro della Giustizia e i rappresentanti delle religioni del paese sono state consentite le cerimonie religiose con 15 persone al massimo.

PAESI BASSI Ci sarà un lockdown per cinque settimane dal 15 dicembre al 19 gennaio, come ha annunciato lunedì 14 dicembre il primo ministro Mark Rutte. Ma non è previsto nessun coprifuoco e le chiese potranno ospitare fino a 30 persone. E c’è chi si inventa una messa al drive-in.

AUSTRIA In questo altro piccolo stato, il coprifuoco è in vigore dalle 8 di sera alle 6 di mattina: messe anticipate, dunque.

SVIZZERA Il coprifuoco è spostato alla una di notte il 24 dicembre. Le celebrazioni eucaristiche dovranno adattarsi ma potrebbero svolgersi in tempo.

GERMANIA Si tratta dell’unico tra questi tre Paesi germanofoni a non avere un coprifuoco a livello nazionale. Chiese, sinagoghe e moschee sono aperte rispettando le distanze interpersonali ma il canto comune è vietato. Fa eccezione la Baviera dove, a causa della recrudescenza della pandemia, il governo democristiano vuole imporre il termine massimo delle celebrazioni alle 21.00 tra le proteste dei vescovi. La messa di Natale sarà comunque trasmessa in televisione per evitare assembramenti.

SPAGNA Anche qui durante la Misa de gallo (secondo una tradizione medievale fu questo animale ad annunciare la nascita di Gesù) sarà vietato cantare. Come scrive Repubblica, sarà permesso solo ascoltare musica registrata. Il coprifuoco sarà posticipato all’1.30 sia nella notte di Natale che a Capodanno.

PORTOGALLO Coprifuoco ritardato anche nell’altro paese iberico. Il 24 e il 25 si potrà girare fino alle due di notte, al posto che alle 11. Santa messa possibile.

GRECIA Il paese mediterraneo chiude i suoi cittadini in casa dalle 21 di sera alle 5 del mattino. L’Eucaristia sarà anticipata e con un limitato numero di fedeli. Ma gli ellenici sono per lo più ortodossi: la grande festa è prevista per il 6 di gennaio.

REGNO UNITO Non ci sono coprifuochi previsti nel primo paese al mondo a partire con le vaccinazioni. Tuttavia, l’88 per cento degli intervistati ha risposto ad un sondaggio di Statista sottolineando che non si recherà alla messa di mezzanotte.
P.S. Lo consideriamo ancora presente nell’Unione Europea in quanto non è ancora formalmente uscito.

IRLANDA Nessun coprifuoco nemmeno nell’altra isola in cui si parla (anche) l’inglese. Ma i vescovi “raccomandano fortemente alle famiglie di sintonizzarsi dalle ‘chiese domestiche’ dei loro salotti e di prendere a modello quelli che si stanno radunando nelle loro chiese familiari nel dare il benvenuto alla nascita di Gesù bambino”. Il precetto – l’obbligo di partecipare alla messa settimanale – è stato sospeso perché è impossibile avere la stessa affluenza alle celebrazioni.

POLONIA Opposto l’atteggiamento dei vescovi polacchi che con il numero uno della Conferenza Episcopale hanno “chiesto al governo di allentare le regole che limitano il numero di persone in una Chiesa” passando da un fedele ogni 15 metri quadrati a uno ogni sette. Ma lo stesso vescovo di Poznan Stanislaw Gadecki ha chiesto ai cattolici di accettare le restrizioni che non intaccheranno però la Pasterka a mezzanotte.

UNGHERIA Viktor Orban ha annunciato che verrà mantenuto un coprifuoco alle 8 di sera fino all’11 gennaio.

ROMANIA Il settimo paese più popoloso dell’Unione Europea ha prolungato il coprifuoco in vigore dal 9 novembre. Dalle 11 alle 5 del mattino è e sarà vietato circolare. Ma l’80% dei rumeni è ortodosso e per loro la grande festa è la nostra Epifania: il 6 gennaio.

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