Papa Francesco in Iraq, le 10 cose che non avete notato nel viaggio

Bergoglio ha ricevuto un premio giornalistico sull’aereo e ha fatto alzare in piedi ad accogliere un ospite per la prima volta l’ayatollah Al-Sistani (che vive in affitto). E la Ziqqurat di Ur dei Caldei ha brillato di notte: mai successo

Lo storico viaggio di Papa Francesco in Iraq si è concluso nella mattina di oggi, 8 marzo, con il volo partito dall’aeroporto di Baghdad. Nel libro della memoria del pianeta Terra resteranno certamente incisi la visita alla cattedrale siro-cattolica “Nostra Signora della Salvezza” della Capitale dove nel 2010 morirono 48 cristiani a seguito di un attacco terroristico e l’incontro con la guida o ayatollah (“segno di Dio”, letteralmente) sciita Al-Sistani. Per non parlare della preghiera a suffragio (per alleggerire il peso dei peccati) delle vittime della guerra tra le macerie dell’ex capitale dello Stato Islamico Mosul. O ancora della visita a Qaraqosh di cui c’è una testimonianza nella foto in alto (di Paolo Rodari): la cancellata del sagrato della chiesa dell’Immacolata Concezione bucata dai colpi di proiettile in quanto l‘Isis la usava come poligono di tiro. Ma sono tanti i dettagli che hanno reso significativo questo viaggio. Eccone dieci.

  1. L’allora arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio aveva organizzato dei momenti di preghiera per la pace in Iraq ed era scettico quando gli americani lo invasero,
  2. Il paese mediorientale che ha festeggiato per la prima volta il Natale nel 2020 è in lockdown fino a oggi, 8 marzo. Non solo per motivi sanitari. Lo ha confermato Louis Raphael Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei, una delle più antiche comunità cristiane fondata secondo la tradizione da San Tommaso (l’apostolo che mise il dito nel costato a Gesù risorto). Il cardinale ha infatti spiegato all’agenzia Sir della Conferenza episcopale italiana che il confinamento è “una misura anche per la sicurezza del pontefice dal momento che potrà viaggiare e circolare con più facilità”.
La carcassa dell’auto di Qasem Soleimani (clicca qui per sapere chi è) esposta a Baghdad/ foto di Gaja Pellegrini-Bettoli

3. Sul volo da Roma verso Baghdad, Papa Francesco ha ricevuto il premio “per la libertà di stampa e il pluralismo dell’informazione, per non dimenticare e promuovere la Pace”, dedicato alla memoria della giornalista del Corriere della Sera Maria Grazia Cutuli, uccisa il 19 novembre 2001 sulla strada per Jalalabad (Afghanistan).

I promotori hanno sottolineato che “il Papa oggi è il il giornalista per eccellenza, il testimone del nostro tempo, che percorre le strade del mondo, per guardare l’altro negli occhi, per portare il suo esempio, la sua parola e per promuovere la pace. In questo tempo di pandemia percorre le vie più impervie e dolorose, come quella del 27 marzo da Piazza San Pietro (qui il video) ai piedi del Cristo Miracoloso, come quella di oggi verso l’Iraq”.

4. Il vicario di Cristo ha viaggiato per la prima volta su una macchina blindata, una Bmw 750. Ma ha più volte tirato fuori la mano dal finestrino per salutare gli iracheni che lo hanno accolto.

5. Le foto dei 48 siro-cattolici uccisi il 31 ottobre 2010 durante la celebrazione della Messa in un attacco terroristico dell’Isis alla cattedrale Nostra Signora della Salvezza di Baghdad. I due sacerdoti morti nello stesso attentato sono sepolti nella cripta. Nove anni dopo, il 31 ottobre 2019, si è chiusa la fase diocesana della causa di beatificazione e dichiarazione di martirio di questi 48 “servi di Dio”. Dall’altare al sagrato (lo spazio davanti all’ingresso) è stata posizionata una lunga striscia di marmo rosso per ricordarli. Francesco ha incontrato in questo luogo di culto vescovi, preti, religiosi, seminaristi e catechisti.

6. L’ayatollah Al-Sistani, guida degli sciiti iracheni che ha incontrato il pontefice nella città santa di Najaf, vive in affitto.

7. Al-Sistani non si alza mai in piedi per andare incontro ai visitatori. Lo ha fatto con il primo pontefice ad incontrarlo (qui il video).

8. Bergoglio ha partecipato all’incontro con i rappresentanti delle altre religioni presso la Ziqqurat di Ur dei Caldei, la città del patriarca delle tre religioni monoteiste Abramo. E questo antico luogo di culto si è illuminato per la prima volta.

9. Prima volta anche per la celebrazione di un Papa in rito caldeo. Nella cattedrale di San Giuseppe a Baghdad Francesco ha celebrato nell’antico rito che ripercorre in ordine i gesti di Gesù. Infatti, lo scambio della pace – che fa riferimento al vangelo di Giovanni – è fatto all’inizio della Messa. La lingua della celebrazione? Il siriaco, derivato dall’aramaico di Gesù.

Il canto di benvenuto al pontefice in italiano

10. La canzone iniziale della Messa a Erbil, capitale del Kurdistan iracheno, è stata cantata in italiano da 200 bambini cui è stata insegnata da una suora. Lo stadio in cui si è tenuta la celebrazione è dedicato a Franso Hariri, ex governatore della città. Fu assassinato il 18 febbraio 2001 da quattro militanti di Ansar-al-Islam, un gruppo di musulmani sunniti salafiti (che dicono di rifarsi alle prime tre generazioni di musulmani dopo Maometto). Il figlio Fawzi Hariri è stato ministro dell’industria e dei minerali dell’Iraq.

TUTTI I DISCORSI DI FRANCESCO IN IRAQ:

CITAZIONE DEL GIORNO:

“La fiducia nell’altrui bontà non è lieve testimonianza della propria”

— Michel de Montaigne

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