La guerra di (San) Pietro. Canonici non ammessi e Messe in Latino nascoste. Cosa sta succedendo?

I canonici non sono potuti entrare nella basilica a recitare il rosario con il Papa. E a marzo una lettera della Segreteria di Stato aveva causato diverse polemiche con i conservatori

Ubi Petrus, ibi Ecclesia. Dove c’è Pietro, lì c’è la Chiesa. Il motto di sant’Ambrogio può creare un nesso tra la divisione dentro la Chiesa e quella all’interno della basilica più importante. Non mancano i contrasti nella Cristianità. In Germania, dove il 10 maggio decine di sacerdoti benediranno pubblicamente “centinaia di coppie omosessuali” replicando al Responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede. O negli Stati Uniti, dove a giugno la Conferenza episcopale esaminerà il tema della Comunione. E potrebbe finire per discutere dell’opportunità di darla al presidente degli Stati Uniti Joe Biden, cattolico ma a favore della libertà di scelta sull’aborto (ne parlavo qui) Ma se Atene piange, Sparta non ride. E così anche la basilica di San Pietro vive profonde divisioni.

“Io non posso entrare” – Il primo maggio Papa Francesco vi ha recitato il rosario per far terminare la pandemia. Ma i canonici non hanno potuto entrare nella basilica per ordini superiori. Secondo quanto riporta la vaticanista de Il Messaggero Franca Giansoldati, i sacerdoti che hanno il compito di pregare la liturgia delle ore sembrano essere finiti del mirino del Papa.

La polemica sulle Messe – Proprio i canonici erano stati oggetto di una lettera della Segreteria di Stato ad inizio marzo. La Terza Loggia guidata da Pietro Parolin vietava infatti di celebrare Messe individuali in basilica a questi sacerdoti e a quelli in visita a Roma. Ma non era la decisione che aveva scatenato più polemiche. Nello stesso documento, venivano confinate le Messe con il rito straordinario (le celebrazioni in latino) nelle Grotte vaticane. Una scelta che aveva causato polemiche per la forma e il merito della decisione. In particolare, cinque cardinali – Burke, Brandmuller, Mueller e Sarahsi erano lamentati. E il primo aveva sottolineato “l’incompetenza della Segreteria di Stato in materia”. Anche la tempistica della decisione sembra sospetta: era arrivata infatti dopo le dimissioni per età dell’arciprete di San Pietro da 16 anni Angelo Comastri. E mentre la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti è priva della sua guida dopo il pensionamento del cardinal Robert Sarah.

La pace difficile – Papa Francesco è considerato un punto di riferimento per la pace mondiale. Tanto che il presidente ucraino Volodomir Zelensky ha proposto al suo omologo Vladimir Putin di recarsi in Vaticano per negoziare una pace nel Donbass, la regione dove è in corso una guerra civile fomentata anche dall’appoggio russo ai separatisti. Ma la mediazione del Papa e quella del nuovo arciprete di San Pietro, il francescano Mauro Gambetti, saranno necessarie anche dentro le mura leonine. Anche perché il 3 maggio riaprono i Musei Vaticani. E Roma tornerà ad accogliere fedeli da tutto il mondo.

CITAZIONE DEL GIORNO

“Se vuoi la pace, prepara la guerra”

— Publio Vegezio Renato

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