Crisi di governo, ecco come Conte ha costruito i suoi legami in Vaticano

La frequentazione di Villa Nazareth, il cattolicesimo democratico e il legame con Parolin. Così l’ex premier ha ottenuto la fiducia dei vescovi progressisti

Dal prossimo luglio partirà una grande riforma: l’assegno unico mensile per ciascun figlio a carico fino a ventun anni di età, che coinvolgerà 12,5 milioni di bambini e ragazzi. È una misura che si colloca in una cornice più ampia di interventi, volti ad alleggerire la pressione economica sulle famiglie e a ridurre il carico di cura che grava in particolare sulle donne, stimolando anche l’occupazione femminile.

Questo passaggio del discorso del presidente del Consiglio per chiedere la fiducia al Senato della Repubblica era rivolto ai senatori cattolici, annoverati tra i possibili “costruttori” per sostituire Italia Viva nel governo Conte. Proprio a questi “popolari” ha fatto appello nello stesso discorso l’allievo dell’avvocato Guido Alpa. Una richiesta esplicita nutrita anche dalla tela di relazioni romane dell’avvocato di Volturara Appula (Foggia), cattolico e devoto a padre Pio. Relazioni che hanno origine il collegio universitario Domenico Tardini, altrimenti noto come villa Nazareth: “il tempio del cattolicesimo democratico”.

“Il Tempio del cattolicesimo democratico” – Quando Giuseppe Conte studiava all’università “La Sapienza”, fondata da papa Bonifacio VIII, ha frequentato villa Nazareth, collegio universitario fondato nel 1946 dal cardinal Domenico Tardini, ex Segretario di Stato vaticano. E, come riporta l’Huffington Post, direttore di villa Nazareth in quegli anni era l’odierno Segretario di Stato: Pietro Parolin. Come si vede dalla mappa qui sotto, il collegio è pressoché equidistante da San Pietro e da villa Doria Pamphilj (il luogo dove sono stati convocati gli Stati Generali lo scorso giugno). Si tratta di un luogo importante per il cattolicesimo democratico: negli anni, come docenti o come ospiti, di lì sono passati due presidenti della Repubblica (Scalfaro e Mattarella) e i due volte presidenti del Consiglio Aldo Moro e Romano Prodi. Negli anni hanno incontrato gli studenti anche due Papi: Giovanni Paolo II e Francesco. Sempre secondo il quotidiano online diretto da Mattia Feltri, Conte ha potuto incrociare a Villa Nazareth personaggi chiave del cattolicesimo democratico come il giurista Leopoldo Elia e gli storici Pietro Scoppola e Paolo Prodi.

“Conte continua a darci un contributo” – Carlo Felice Casula, guida del Comitato Scientifico di Villa Nazareth, aveva spiegato a La Stampa nel 2018: “Giuseppe Conte fa parte del Comitato e continua a darci il suo contributo, a livello nazionale e internazionale. È stato molto attivo quando abbiamo stretto rapporti con alcune università negli Stati Uniti“. Del resto lo stesso “avvocato degli italiani” – così si era Conte definito il 23 maggio 2018 dopo il primo incarico del presidente della Repubblica Sergio Mattarellascrive nel suo curriculum di aver fatto ricerca scientifica presso la Yale University (vedi mappa) e la New York University.

L’inizio del Conte progressista e la fine di Silvestrini – Abbiamo parlato del primo incarico a Giuseppe Conte nel 2018. Dopo la crisi di quel governo voluta dal leader della Lega Matteo Salvini, il presidente ricevette l’incarico per il suo secondo esecutivo il 29 agosto 2019. Proprio in quel giorno morì il cardinale Achille Silvestrini, presidente di villa Nazareth ai tempi di Conte e capofila dell’ala sinistra della Chiesa Cattolica ai tempi di Giovanni Paolo II. Coincidenza o ulteriore segno del forte legame tra il 54enne giurista pugliese ed alcune gerarchie vaticane?

La Cei cita i “costruttori” – Il segretario della Conferenza Episcopale Italiana Gualtiero Bassetti dopo l’ufficializzazione della crisi di governo ha citato “le parole pronunciate proprio dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio di fine anno sui costruttori”. Il primo cardinale umbro da più di un secolo e mezzo ha anche aggiunto: “Questo è anche tempo di speranza! Ci attendono mesi difficili in cui ricostruire le nostre comunità. Per questo, lo sguardo deve puntare a uscire dall’emergenza sanitaria e alle fondamenta di una nuova stagione che non lasci indietro nessuno”. Parole che riecheggiano quelle del quasi omonimo Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia: “Capisco la rabbia, ma non lasceremo indietro nessuno”.

Questo articolo è parte di un lavoro collettivo della scuola di giornalismo Walter Tobagi di Sesto San Giovanni (MI) sulla crisi del governo Conte II. Qui e qui trovate gli articoli che sviscerano questo avvenimento in tutti i suoi aspetti,

CITAZIONE DEL GIORNO:

“Gli italiani pensano a riformare l’Italia e nessuno s’accorge che per riuscirsi bisogna, prima, che si riformino loro perché l’Italia, come tutti i popoli, non potrà divenir nazione, non potrà esser ordinata, ben amministrata, finché grandi e piccoli e mezzani, ognuno nella sua sfera, non faccia il suo dovere, e non lo faccia bene, od almeno il meglio che può.

— Massimo D’Azeglio

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