I gesuiti e la Messa (con la Comunione?) l’Inauguration Day di Biden ai raggi X

Sant’Agostino e Francesco citati durante la cerimonia: segni di una fede in dialogo col mondo. E la Chiesa statunitense sembra giunta “all’ora della verità”

Il sacerdote gesuita amico dei Biden, la presenza virtuale di Papa Francesco, la Bibbia di famiglia e la Messa nella cattedrale di San Matteo a Washington. C’è tanto cristianesimo nell’Inauguration Day di Joe Biden, il 46esimo presidente degli Stati Uniti d’America. L’ex vice di Barack Obama è stato il quarto candidato cattolico di sempre alla Casa Bianca, succedendo ad Al Smith (Partito Democratico) nel 1928, a John Fritzgerald Kennedy (Dem) nel 1960 e a John Kerry (sempre del partito dell’Asinello). Ma l’ex senatore del Delaware (vedi mappa) è anche lo specchio su cui appaiono tutte le fratture della Chiesa americana, in particolare sul dargli o meno comunione. E qui sotto trovate cosa dicono le norme canoniche.

Gesuiti, gesuiti ovunque – Il reverendo Leo O’ Donovan, sacerdote gesuita amico dei Biden, ha preceduto con un discorso il giuramento del presidente e della sua vice Kamala Harris. Nel 1961, all’Inauguration day di John Fitzgerald Kennedy, il cardinale di Boston Richard Cushing aveva aperto la sua invocazione invocando il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo traducendo quest’ultimo con la parola “Ghost” (fantasma). Nel 2021 la traduzione più adatta sarebbe invece “Spirit”. L’ex presidente dell’università di Georgetown (Washington) ha citato anche il re biblico Salomone, il sacrificio di Isacco e il suo più illustre confratello, Papa Francesco: “Ci ha ricordato quanto è importante sognare insieme. I sogni sono costruiti insieme”.

L’invocazione del cardinale di Boston all’Inauguration day di John Fitzgerald Kennedy

Uova e bacon per Jfk – Biden ha giurato sulla Bibbia di famiglia. Ed ha citato il testo sacro di cristiani ed ebrei nel suo discorso, insieme a sant’Agostino. Oltre a chiedere ai presenti di pregare in un minuto di silenzio per chi è morto nella pandemia. La giornata del 46esimo presidente degli Stati Uniti è iniziata con la Messa nella cattedrale di San Matteo a Washington. Con lui alla celebrazione anche il leader dei Repubblicani al Senato Mitch McConnell e la presidente della Camera Nancy Pelosi. Non si sa se l’ex senatore abbia ricevuto la Comunione: le foto della celebrazione non lo chiariscono. Si sa invece che l’ultimo cattolico alla Casa Bianca, John Fitzgerald Kennedy, non la ricevette la mattina dell’insediamento. Aveva infatti mangiato nelle tre ore precedenti l’Eucaristia. Il menu? Uova e bacon. Per quest’ultima pietanza ricevette una dispensa dall’arcivescovo di Washington O’Boyle perché l’Inauguration Day era di venerdì e i cattolici non potevano mangiare la carne.

Comunione, sì o no? – Anche nel caso di Joe Biden, c’è un problema sulla Comunione. L’avvocato si è dichiarato favorevole alla libertà di scelta sull’aborto e si era detto “assolutamente a suo agio” con l’equiparazione tra le unioni omosessuali e i matrimoni eterosessuali durante la campagna elettorale per la presidenza del 2012. Un’affermazione che aveva sorpreso Barack Obama. Ma cosa prevedono le norme della Chiesa? Il Codice di diritto canonico al canone 912 afferma che “ogni battezzato, il quale non ne abbia la proibizione dal diritto, può e deve essere ammesso alla sacra comunione“. E quando il diritto prevede la proibizione dunque? In caso di “una sanzione penale (per esempio la scomunica) o di un divieto stabilito da una sentenza giudiziaria”. E l’ex presidente della Commissione Affari Esteri del Senato non è mai stato condannato con alcun provvedimento fin qui. Una polemica simile si era verificata nel 2010 in Italia quando Silvio Berlusconi, divorziato e risposato, si era comunicato ai funerali di Sandra Mondaini.

“L’ora della verità” – Come dimostra anche questa polemica, il cattolicesimo statunitense con la presidenza Biden è giunto all’ora della verità. Lo sostiene lo storico delle religioni Massimo Faggioli nel suo saggio “Joe Biden e il cattolicesimo negli Stati Uniti”, edito da Scholé. Il volume, già tradotto in inglese, evidenzia alcune conseguenze interne della nuova presidenza nel cattolicesimo statunitense. E mette a fuoco anche le nuove relazioni fra la Casa Bianca, Papa Francesco e la Chiesa globale.

“Guerre culturali diventate stile di vita” – “Biden rappresenta un Paese diviso al suo interno come non mai – sottolinea Faggioli – dai tempi della guerra civile, e un mondo cattolico in crisi, lacerato tra forme nemmeno più conservatrici o liberal, ma di marca post-istituzionale e neo-integralista, fra ‘culture wars‘ (guerre culturali, ndr) diventate stile di vita ecclesiale e politico“.

“La guerra tra i Cattolici non si ferma mai, nemmeno durante l’insediamento”

Ringrazio il dottor Matteo Crepaldi che mi ha aiutato a scrivere questo articolo.

CITAZIONE DEL GIORNO:

“Poca osservazione e molto ragionamento conducono all’errore; molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità”.

— Alexis Carrel

5 pensieri riguardo “I gesuiti e la Messa (con la Comunione?) l’Inauguration Day di Biden ai raggi X

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