Settimana per l’unità dei cristiani, ecco quando e dove nasce e perché si celebra

Il 18 gennaio iniziano i sette giorni di preghiera, nati in ambito protestante. Il monaco di Bose Enzo Bianchi: “Cresce l’indifferenza verso l’ecumenismo”

Oggi, 18 gennaio, inizia la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. I testi per le riflessioni sono stati preparati dalla comunità monastica di Grandchamp che accoglie le suore anglicane, cattoliche e protestanti di diversi paesi, sul lago di Neuchatel in Svizzera. Il tema è stato scelto dalla Commissione Internazionale del Pontificio Consiglio dell’Unità dei Cristiani e dalla Commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese, l’organo con sede vicino a Ginevra che si occupa del dialogo tra le differenti confessioni. Si tratta di un brano del vangelo di Giovanni: “Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto”. Anche Papa Francesco ha ricordato l’evenienza nell’Angelus di domenica 17 gennaio. Il Pontefice ha citato anche la celebrazione con le guide spirituali delle altre religioni che si terrà lunedì 25 nella cattedrale di San Paolo fuori le mura.

L’iniziativa è protestante – Come riporta il settimanale Famiglia cristiana, la prima ipotesi di una preghiera per l’unità delle Chiese nasce in ambito protestante alla fine del XVIII secolo; questa idea viene poi sostenuta sia dalla prima assemblea dei vescovi anglicani nel sobborgo londinese di Lambeth (1867) sia da papa Leone XIII (1894) che invita a inserirla nel contesto della festa di Pentecoste, che ricorda la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli. Nel 1902 invece il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Joachim III scrive l’enciclica Lettera irenica per valorizzare i punti comuni tra le religioni cristiane.

La festa si allarga – Il primo Ottavario – la preghiera su otto giorni – scaturisce però su iniziativa di due ministri in relazione epistolare: l’inglese Spencer Jonesanglicano, e l’americano Paul James Francis Wattsonepiscopaliano (anglicano americano). Nel 1907 il reverendo Jones propone infatti di istituire una giornata di preghiera per il ritorno degli anglicani e di tutti gli altri cristiani all’unità con la Santa Sede. La data prescelta è la festa di San Pietro e Paolo: il 29 giugno. L’anno seguente, Wattson amplia l’idea, proponendola in forma di un’ottava allo scopo di domandare a Dio “il ritorno di tutte le altre pecore all’ovile di Pietro, l’unico pastore”. La prima celebrazione avviene a Graymoor, un villaggio nello stato di New York.

Le date divergenti – Nell’emisfero boreale la celebrazione risulta così compresa tra la festa della cattedra (il trono) di san Pietro (18 gennaio) e quella della conversione di san Paolo (25 gennaio). I due santi morti a Roma sono quindi ancora una calamita fondamentale per le fedi cristiane. Nell’emisfero sud invece, le chiese celebrano la settimana di preghiera in altre date. Ad esempio nel tempo di Pentecoste, come desiderava Leone XIII.

Come ha reagito la Chiesa Cattolica – In ambito cattolico l’iniziativa fu esplicitamente approvata da diversi pontefici che invitavano però a pregare “per il ritorno a Roma dei dissidenti”. Un’evoluzione dello spirito ecumenico è dovuta all’abate certosino di origine ebreo-algerina Paul-Irénée Couturier (1881-1953) che dal 1933 dedica tutte le sue energie a rivitalizzare l’Ottavario rinominandolo settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. 

“Pochi ormai credono all’unità” – Uno dei sostenitori dell’ecumenismo è certamente Enzo Bianchi, fondatore della comunità monastica ecumenica di Bose (vedi mappa sopra). Bianchi era stato allontanato per volere del segretario di Stato Pietro Parolin dal luogo di preghiera che aveva fondato a maggio del 2020. Secondo il saggista cattolico “oggi tutto sembra essere assopito: non per mancanza di volontà da parte di papa Francesco, ma perché il mondo è cambiato rapidamente e la Chiesa fatica a essere presenza-lievito nelle diverse situazioni storiche e sociali. Soffriamo tutti per il conflitto presente nelle Chiese ortodosse che non sono riuscite a vivere un sinodo veramente pan-ortodosso e che sono lacerate dalla intercomunione (la possibilità di ricevere l’Eucaristia anche in una Messa con rito diverso) negata tra Mosca e Costantinopoli. Ma soffriamo anche perché constatiamo che sempre di più cresce l’indifferenza verso l’ecumenismo: pochi ormai credono all’unità visibile e chiedono piuttosto il riconoscimento dell’attuale situazione di unità plurale“. 

CITAZIONE DEL GIORNO:

La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande.

Hans George Gadamer

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