Papa Francesco, ecco perché l’ufficializzazione delle donne sull’altare manda un segnale in Germania

Il pontefice certifica il ruolo femminile nella Chiesa senza però aprire sul sacerdozio. Sperando di accogliere ma arginare le spinte del Sinodo tedesco

Papa Francesco ha stabilito con il motu proprio (il meno importante dei documenti pontifici) Spiritus Domini che i ministeri del Lettorato e dell’Accolitato siano ufficialmente aperti anche alle donne, in forma istituzionalizzata. Tradotto: è stato messo agli atti che non solo gli uomini potranno leggere le letture e prestare servizio sull’altare. Un atto che dà l’imprimatur a quanto già avviene nelle parrocchie riscuotendo molte approvazioni. Del resto Francesco è molto bravo a parlare ai media e ai non credenti, come dimostrato anche dall’intervista di domenica 10 gennaio a Canale 5 che ha raggiunto 5,5 milioni di persone. Ma in questo caso sembra esserci un messaggio più sottile e probabilmente rivolto alla Conferenza Episcopale tedesca, da due anni è impegnata in un Sinodo (assemblea dei vescovi) vincolante biennale sul ruolo della donna nella Chiesa, sul celibato ecclesiastico e sulla morale sessuale. E Bergoglio si è – citando Harry Potter – “aperto alla chiusura”, confermando una prassi ma opponendo un altro no al diaconato femminile. Infatti, i vescovi tedeschi hanno condiviso quanto detto dal Papa senza però enfatizzarlo.

Nessuna novità pratica – Come scrive Vatican News, le donne che leggono le letture durante le celebrazioni liturgiche o che svolgono un servizio all’altare, come ministranti (chierichetti, per farla semplice) o come dispensatrici dell’eucaristia, non sono certo una novità: in tante comunità di tutto il mondo sono ormai una prassi autorizzata dai vescovi. Mancava però un mandato istituzionale vero e proprio. Una conferma che non piace a tutti però. L’ex direttrice del mensile de L’Osservatore Romano “Donne Chiesa Mondo” Lucetta Scaraffia ha dichiarato all’ Huffington Post: “Un riconoscimento istituzionale del vescovo significa anche controllo. Quindi le donne, di fatto, vengono selezionate e scelte dalle gerarchie ecclesiastiche mentre fino ad ora c’era una libertà maggiore. Il Papa ha fatto nascere tante speranze in noi, a me per prima, poi non fa nulla di sostanziale per le donne. Nessuna donna può gioire di questo motu proprio, è una vera delusione”. E queste parole evidenziano una crepa nascosta ma presente: Francesco rischia di scontentare sia i conservatori sia i progressisti muovendosi su un filo di lana chiamato compromesso.

Autonomia o indipendenza? La mossa va letta anche in relazione a quanto succede in Germania. Da inizio 2020 è infatti iniziato il Sinodo vincolante biennale dei vescovi tedeschi. Partendo da considerazioni sugli abusi, questa assemblea vorrebbe ridiscutere il ruolo della donna nella Chiesa, il celibato ecclesiastico, il (presunto) abuso del potere clericale, la morale sessuale e l’intercomunione, ovvero la possibilità di dare l’Eucaristia anche ai protestanti sposati con i cattolici. Rischiando di aprire una frattura con la Santa Sede.

Il paradosso del Papa – I vescovi tedeschi discutono di questi temi proprio citando uno dei grandi punti della riforma di Francesco annunciati nella esortazione apostolica del 2013 Evangelii Gaudium. In questo documento di indirizzo, il Pontefice aveva sottolineato che bisognava finalmente avviare la “conversione del papato”, coinvolgendo le conferenze episcopali nazionali affinché potessero “portare un molteplice e fecondo contributo acciocché il senso di collegialità si realizzi concretamente”. Secondo Jorge Mario Bergoglio, le assemblee dei vescovi dovevano diventare “soggetti di attribuzioni concrete, includendo anche qualche autentica autorità dottrinale” perché “un’eccessiva centralizzazione, anziché aiutare, complica la vita della Chiesa e la sua dinamica missionaria”. E questo ha avuto un esito paradossale. I vescovi tedeschi scrivono infatti:

Vigeva la convinzione che la Chiesa aveva bisogno di un procedere sinodale. Anche Papa Francesco lo raccomanda.

Come sottolineato dal vaticanista de il Foglio Matteo Matzuzzi, la decentralizzazione ha finito per essere un grimaldello per rivendicare autonomia dalle decisioni del Papa utilizzando però alcune affermazioni dello stesso Francesco.

La Conferenza Episcopale tedesca ritwitta la notizia

Il fantasma di Lutero – Nel paese a Nord delle Alpi sembra riaffiorare lo spauracchio di Martin Lutero. Il Pontefice del 1517 Leone X liquidò inizialmente le proteste del monaco agostiniano come “una bega tra frati”. La risposta del Vaticano in questo caso sembra più attenta. Una lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede (l’ex Inquisizione) aveva bloccato nella primavera del 2018 un documento dell’episcopato locale che stabiliva le condizioni necessarie affinché i protestanti sposati con i cattolici potessero ricevere la comunicazione. E Francesco ha anche scritto il 29 giugno 2019 una lettera al popolo di Dio che è in cammino in Germania. E il Papa, conversando all’inizio di ottobre a Roma con il vescovo emerito di Fulda (vedi mappa), avrebbe espresso “una grande preoccupazione” per quanto sta accadendo in Germania, usando “parole chiare”.

“Nessuna apertura al sacerdozio femminile” – Dal Vaticano arrivano rettifiche per non generare fraintendimenti nella terra natìa della Riforma. “Il Papa non solo riconosce un maggior ruolo delle donne nella Chiesa ma sottolinea il ruolo dei laici nell’evangelizzazione”, ha affermato mons. Angelo Lameri, ordinario di Liturgia alla Pontificia Università Lateranense. “Sarebbe fuorviante ridurre la nuova disciplina introdotta a mera ‘promozione’ della donna, della quale la Chiesa deve sempre più riconoscere il ruolo anche nei luoghi dove vengono prese le decisioni importanti, o come una prima apertura alla sua ammissione al presbiterato per la quale vi è già stato un pronunciamento magisteriale di carattere definitivo” da parte di Giovanni Paolo II, spiega mons. Lameri. “Si tratta propriamente di un riconoscimento del laicato e del suo ruolo nella Chiesa, nella direzione della declericalizzazione di una ministerialità che, tra l’altro, non può essere intesa ed esercitata solo nell’ambito della liturgia”, sottolinea l’ex segretario del vescovo di Crema (Cremona).

CITAZIONE DEL GIORNO:

Mi apro alla chiusura

Boccino d’oro di Harry Potter

Un pensiero riguardo “Papa Francesco, ecco perché l’ufficializzazione delle donne sull’altare manda un segnale in Germania

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...